Report corso Essentials of Techincal Diving scritto da Romina Rossi, AWD PADI Diver
IL MIO CORSO ESSENTIAL OF TECHNICAL UTD
IL PRIMO WEEK END..
Mi chiamo Romina e mi immergo dal 2008. Prima di un anno fa non avevo mai pensato di potermi iscrivere ad un corso Essential of Tech UTD; mi limitavo a fare le mie immersioni come avevo imparato durante i corsi tradizionali (open, 1 grado, ecc..) convinta di fare la cosa giusta…del resto non avevo altri parametri di confronto.. mi avevano insegnato così!
Poi, eccomi lo scorso 9 aprile al CPS di Pordenone pronta per iniziare la mia nuova avventura!
L’ inizio del mio corso DIR è stato memorabile… i miei simpaticissimi compagni: Roby (Cinghio), Andrea, Cristiana, Stefano ed io siamo stati accolti da Flavio e Fabio (i nostri maestri J) con cremosi giganteschi croissant e caffè (tra i tanti meriti di Fabio, non dimentichiamo che durante la parte teorica costui si è aggiudicato il titolo di “specialista del caffè”…un ruolo fondamentale!). La prima lezione ci ha “illuminato” sulla nuova configurazione dell’attrezzatura e le varie parti che la compongono: frusta lunga, back up, manometro svestito, moschettoni vari, ca e backplate, muta stagna, bibo,ecc., inoltre gran parte della mattinata è stata dedicata alle prove di vestizione e montaggio delle fruste, compresa la sistemazione personalizzata dei cinghiaggi del ca su ognuno di noi. L’aspetto principale che ho colto in questa fase è che tutte le parti che compongono l’attrezzatura non vengono posizionate a caso, bensì ogni singolo componente è sistemato secondo una logica precisa, con una funzione ben definita e soprattutto l’intero team è configurato allo stesso modo. Questo è un dettaglio importantissimo perché in caso di emergenza, per merito della configurazione DIR, diventa tutto molto più semplice e veloce da gestire. Appreso questo concetto, ho ripensato subito alle mie immersioni fatte fino a quell’istante e mi sono venuti i brividi.. cosa sarebbe successo se durante un’immersione il mio compagno avesse esaurito la scorta di gas e mi avesse chiesto soccorso? Avrei perso sicuramente secondi preziosi nella ricerca della fonte d’aria alternativa e con molta probabilità il subacqueo preso dal panico mi avrebbe strappato l’erogatore di bocca privandomi a mia volta del gas… molto, molto pericoloso!!!! Invece grazie alle nuove procedure apprese la cosa non mi preoccupa affatto, sostanzialmente perché ho capito che se il mio compagno rimane senza aria sono pronta a donargli con un gesto rapido il mio erogatore primario ed io passo subito all’erogatore di back up che si trova a “portata di bocca”. Ho imparato che un’altra caratteristica dell’attrezzatura DIR è l’essenzialità, ovvero come insegna la filosofia del sistema tutto ciò che non serve va lasciato a casa; questo è fondamentale per ottenere una figura compatta, senza accessori inutili penzolanti o archi che circondano il corpo, i quali andrebbero solo a complicare la situazione in talune circostanze, per esempio durante una penetrazione in un relitto o in passaggi stretti.
L’ultimo e non meno importante aspetto che mi ha decisamente sorpresa e che intendo riportare è la capacità data dal sistema DIR di ridurre, se non eliminare del tutto la cintura dei pesi, un requisito essenziale per ottenere un buon trim.
Terminata questa parte, ci siamo concessi tutti insieme una piacevole pausa pranzo.
Il pomeriggio ci siamo esercitati in aula con gli skills e all’aperto, sotto un sole di aprile particolarmente caldo, proni su di una pedana dalla forma convessa, uno alla volta ci siamo dilettati con esercizi di trim e pinneggiate varie, tra sudori e risateJ.
Il giorno successivo ci siamo recati a Godego e nelle acque del laghetto abbiamo messo in pratica la lezione del sabato. Dapprima abbiamo eseguito alcune abilità a secco, i sei di base, insieme ai controlli dell’attrezzatura, come il dispiegamento della frusta del primario, ecc..
Individuata la pesata corretta siamo scesi in acqua. A turno abbiamo svolto le abilità prestabilite, tra cui i cicli di pinneggiata e skills, di fronte ad una sagola che costituiva il punto di riferimento da cui dovevi mantenere la giusta distanza…mission impossibile!
Seguiti da Flavio e nel contempo ripresi con una videocamera da Fabio abbiamo trascorso un totale di circa tre ore in acqua, spezzate da un’unica e rapida pausa di ristoro. Ricordo che l’elemento caratterizzante del nostro piccolo break è stato la degustazione di un salame fatto in casa offertoci da Stefano e Cristiana… squisito!!
Nell’insieme la lezione pratica si è sviluppata tra esercizi che sembravano impossibili e prestazioni riuscite a metà, …il tutto con impegno, allegria, divertimento!!
Durante il pranzo, tutti con i muscoli dorsali e delle gambe doloranti, abbiamo osservato le riprese di Fabio che ci sono servite principalmente per analizzare gli errori commessi nello svolgere gli esercizi; …da qui ho capito che spesso in acqua la percezione che hai della posizione del tuo corpo e dei movimenti non sempre corrisponde alla condizione reale. Infatti quando ho visto i miei filmati sono rimasta un pò sorpresa: fiera del mio trascorso di circa un centinaio di immersioni ero convinta di aver mantenuto una posizione abbastanza orizzontale mentre praticavo i sei di base, invece nella ripresa il mio corpo appariva completamente “strimmato..” !
Da questa mia piccola delusione ho riscoperto ancora una volta l’importanza del corso DIR: puoi portarti al seguito un “curriculum” di 100, 1000 o 10.000 immersioni, attestati o brevetti di ogni genere; quando cominci il tuo addestramento DIR sei nessuno, riparti da zero… che tu sia un istruttore o un open water diver non fa differenza alcuna! Credo che la chiave del successo sia prendere questa sfida con impegno, ma soprattutto con una corretta dose di umiltà… questo non è semplicemente un corso Essential of tech, ma una lezione di vita!
IL WEEK END SUCCESSIVO…..
Eccomi di nuovo a Godego, entusiasta di affrontare, insieme ai miei intrepidi compagni un altro impegnativo ma divertentissimo fine settimana di corso..
Dopo un briefing, ci siamo vestiti ed abbiamo raggiunto in superficie il centro del laghetto. Una volta assegnato a ciascuno il proprio ruolo,( Dive Leader, Capitano di Deco e responsabile del lancio del pedagno), ci siamo disposti a cerchio, come un team di paracadutisti, e siamo scesi. Guadagnata la profondità di 18 metri abbiamo dato inizio alla procedura di risalita: l’ Ascent. In questa fase dove, in mezzo al blu, l’unico riferimento visivo è costituito dai compagni, è importante mantenere una corretta posizione del proprio corpo ed un buon controllo della respirazione. Per gran parte di noi la difficoltà maggiore è stata quella di gestire la velocità della risalita e soprattutto riuscire a stare fermi alla profondità prevista. Infatti, il cerchio compatto che avevamo realizzato in superficie, durante l’applicazione pratica dell’abilità, è andato via via scomponendosi creando una bizzarra e ridicola coreografia…
In compenso poco dopo abbiamo ripetuto il tentativo ottenendo un risultato meno disastroso..
Terminata questa parte ci siamo dedicati alle abilità dei sei di base e degli “s” drill: esercizi di donazione del gas. Infine, a turno, abbiamo effettuato il lancio del pedagno seguendo le nuove procedure apprese.
Usciti dall’acqua, a tavola abbiamo esaminato le riprese di Fabio evidenziando gli errori e le imperfezioni commessi da ognuno di noi. Generalmente abbiamo dimostrato tutti maggiore concentrazione ed un lieve miglioramento rispetto alla domenica precedente, memori degli errori commessi. Al termine di questa giornata molto divertente e piuttosto intensa, ricordo di aver avvertito ancora dolori ai muscoli, questa volta però un po’ meno intensi…segno che il mio corpo stava già iniziando ad adattarsi alla posizione Dir!!
L’ultima giornata del nostro addestramento si è svolta in aula. I temi trattati sono stati parecchi…abbiamo parlato delle caratteristiche di gas e miscele e delle rispettive conseguenze che possono avere sul nostro corpo a certe profondità. Inoltre, per la prima volta abbiamo affrontato l’argomento della Minimum Deco: una nuova strategia di risalita che ha completamente stravolto le nostre conoscenze in ambito subacqueo fornendoci i mezzi utili per abbandonare il computer e diventare finalmente dei subacquei pensanti. Ho notato con piacere che oltre a noi, in aula, erano presenti anche persone che avevano già frequentato il corso Essential tempo prima, desiderose di riprendere questi interessanti concetti.
Mattina e pomeriggio sono trascorsi troppo velocemente, nonostante la stanchezza sarei rimasta lì ad ascoltare la lezione di Flavio ancora per ore ed ore. Infine, quando mi sono resa conto che le mie quattro bellissime giornate di corso erano giunte a termine ho provato un senso di tristezza.
Grazie a quest’esperienza ho imparato tante cose nuove, cambiato il mio modo di vivere la subacquea ed ho incontrato persone speciali, Flavio, Fabio, i miei compagni di corso, che mi hanno regalato due fine settimana indimenticabili.
Questo per me, oltre ad essere stato un corso indubbiamente molto impegnativo, è stato l’addestramento subacqueo piu bello, divertente e completo che abbia ricevuto...il mio punto di partenza verso la retta via..
L’obiettivo principale di un addestramento Dir è ben diverso dal concludere il corso per ottenere subito la certificazione. Se alla fine delle lezioni pensi di tornartene a casa con un brevetto ti sbagli, questo è solo il trampolino di lancio verso il successo…Flavio ti fornisce le carte vincenti poi sta a te giocarti la partita. Per questo è importante praticare sempre un allenamento costante, abbracciando il concetto chiave della filosofia Dir che si fonda sull’addestramento continuo, esercizi, esercizi ed ancora esercizi che, contrariamente a quanto possa pensare chi non conosce questo mondo, rendono le tue immersioni infinitamente divertenti!!!
Così da aprile ho trascorso quasi tutte le domeniche in acqua esercitandomi con skills, s-drill, valve drill, ascent e lancio del pallone, finchè il 31 agosto sono tornata a Godego, insieme a Flavio e Fabio per la verifica…
Nonostante la forte ansia da prestazione, grazie al mio allenamento costante, sono riuscita a superare la prova. Con grande soddisfazione e gioia, anche se ancora non ci posso credere, adesso posso definirmi finalmente un subacqueo Dir!
Con queste righe ho cercato di riassumere i punti essenziali del mio percorso e le mie impressioni generali, anche se in realtà ci sarebbero ancora un’infinità di cose interessanti da dire e da approfondire…
Per concludere voglio dare un consiglio personale e sincero a tutti i subacquei che ancora non conoscono questo nostro meraviglioso mondo Dir: se davvero nutrite una forte passione per la subacquea, fatelo nel modo giusto scegliendo un corso Essential.. è senza ombra di dubbio il regalo più bello che potete farvi!
Romina Rossi
... another way of diving
