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L’approccio di team: il fulcro del sistema DIR

Risalita in libera sena maschera

Risalita in libera sena maschera

L’articolo, (Scarica l’articolo), focalizza sulle differenze sostanziali che questo termine acquisisce all’interno del sistema DIR/hogathian. Nella subacquea tradizionale manca un analogo approccio all’immersione che consideri allo stesso modo l’unità e la complementarietà dei singoli membri. Fin dalle abilità di base, tutto l’addestramento è incentrato sulla condivisione di ogni singolo aspetto dell’immersione. L’attrezzatura e semplice ed identica per ogni subacqueo. Ogni personalizzazione viene scoraggiata proprio per agevolare la capacità di ognuno di famigliarizzare con ogni singola parte. Gli esercizi prevedono lo sviluppo di quella che chiamiamo “memoria muscolare”, cioè la capacità di utilizzare l’attrezzatura, soprattutto nelle caotiche fasi di un’emergenza, in modo reattivo. Per i membri del team non deve essere difficile individuare le parti dell’attrezzatura del compagno o chiedersi dove egli possa aver stoccato dispositivi utili all’immersione. Le abilità critiche sono condivise poiché l’addestramento di team prevede che ogni problema abbia una soluzione che coinvolga tutti nella sua gestione ed ognuno abbia un suo ruolo specifico. Concetti quali intercambiabilità, interdipendenza, procedure, ruoli, pianificazione, comunicazione, preparazione fisica acquisiscono all’interno del sistema DIR/hogarthian un significato “olistico”, sconosciuto alla subacquea tradizionale ricreativa e, talvolta purtroppo, anche tecnica.

 

16 commenti tratti dal vecchio sito:

#1
Ivano Tak Taccucci
(mercoledì, 30 novembre 2011 08:57)

come al solito i tuoi articoli descrivono efficacemente la nostra filosofia, facendo capire l’importanza e non il semplice obbligo di perfetta esecuzione.
A presto.
TTak

#2
Stefano Giorgi
(mercoledì, 30 novembre 2011 09:17)

Hey, complimenti! Ben esposto ed efficace!
#3
Maurizio Marotta
(mercoledì, 30 novembre 2011 14:14)

ora ho finalmente capito di cosa parlavano i miei amici DIR che mi dicevano di superare il concetto di coppia, è un’articolo veramene ben scritto anche se non mi è chiaro cosa intendi con Minimum gas e chi può lasciare in bombola 100 bar ! :-) ciao
#4
Erika
(mercoledì, 30 novembre 2011 17:12)

Sono perfettamente d’accordo con le cose che hai scritto. Anche la subacquea ricreativa dovrebbe cominciare a copiare da questo modo di andare in acqua. Qui al lago se ne vedono di tutti i colori alla domenica. Team = più sicurezza e divertimento.
#5
Flavio Turchet
(mercoledì, 30 novembre 2011 21:03)

Maurizio, poiché nel sistema DIR non crediamo nella possibilità di poter risalire in superficie senza seguire un determinato protocollo (anche in NDL) il Mnimum Gas rappresenta la quantità minima di gas che serve a due subacquei per una corretta risalita che rispetti gli obblighi decompressivi creati dal piano d’immersione. Non è quindi una quantità arbitraria ma varia di volta in volta. Non sono i 50BAR comunemente utilizzati da quasi tutte le agenzie didattiche ma possono essere di più o di meno, dipende dalla bombola e dall’immersione. Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che hanno espresso il proprio apprezzamento per l’articolo. Un saluto a tutti
#6
pizzigio
(mercoledì, 30 novembre 2011 23:04)

Premesso che sono uno che apprezza, condivide, e mette in pratica il gioco di squadra…..perché appunto non cominciamo a chiamarla “squadra” e finalmente limitare l’abuso dei termini anglosassoni? La scusa che le teorie di immersione provengono dalla didattica a stelle strisce non regge…..impariamo ad usare l’italiano, almeno tra italiani!

Memento Audere Semper
#7
Paride gubiani
(giovedì, 01 dicembre 2011 08:31)

Complimenti per l’esposizione, davvero un bell’articolo che bene illustra il concetto di team, concordo e condivido tutta la linea.
Non sono d’accordo invece con l’ultimo commento “pizziglio” nell’articolo e’ ben spiegato il termine team e il perche’ le traduzioni ne “sminiuscono” i significati.
Per quanto riguarda la provenienza USA delle teorie, non mi pare di aver mai sentito vanterie da parte dei “fondatori” del sistema DIR/H. Di aver inventato….. L’acqua calda gia esisteva, loro hanno solo costruito uno scaldabagno molto piu efficiente. Personalmente non vedo motivi contro l’uso dei termini anglosassoni, o vogliamo tornare ai tempi del tutto x forza tradotto vedi ” Luigi Braccioforte” ciao, attendo nuovi articoli ;)
#8
Orante
(giovedì, 01 dicembre 2011 09:17)

buongiorno a tutti, mi intrometto solo per presentarmi e porgere un saluto al titolare di questo blog, oltre ai dovuti complimenti.
Sono istruttore FIPSAS da qualche anno, ricreativo e tecnico. Amo la subacquea come tutti voi e cerco sempre di osservare per capire.
Ritengo che la filosofia DIR, passatemi l’espressione, debba necessariamente utilizzare i suoi termini che, fino a prova contraria, sono anglosassoni. E Flavio, da buon laureato in filosofia, credo comprenda di cosa sto parlando.
Gli italiani hanno fatto tanto nella subacquea, militare e ricreativa. recentemente in FIPSAS è stato creato un intero percorso didattico tecnico in pochissimo tempo, nato da un insieme di idee ed esperienze spesso molto diverse tra loro. Percorso che ha necessariamente preso spunto anche dalla filosofia DIR.
Da istruttore FIPSAS lo applico e lo insegno, ma non disdegno assolutamente di imparare quanto le esperienze degli altri possono offrirmi. E se il rapporto di coppia viene chiamato “lavoro in team” non me ne faccio un cruccio.
Penso al manuale federale, quello vecchio per capirci, e penso a quei disegni e a quelle terminologie utilizzate che sono state ben riprese da Geraci ultimamente e che vi invito a leggere (o rileggere).
Il nodo cruciale, a mio avviso, è sempre e solo l’approccio personale alla “filosofia”. A mio avviso esistono 3 modi per interagire con una idea:
1)approccio fanatico, tutto quello che mi viene detto lo perseguo senza capirne bene i motivi e mi scaglio contro tutti coloro che tentino di smontarne i principi.
2) approccio apatico: qualunque cosa mi viene detta o suggerita mi scivola addosso come acqua piovana su una cerata. Tanto io perseguo quello che ritengo più giusto per me perchè sono il più ganzo!
3) approccio misurato: analizzo obiettivamente le cose suggerite e cerco d’inserirle nel mio quotidiano sperimentandone l’efficacia. Magari trovando ulteriori motivazioni.
Perdonatemi ma la differenza in acqua la fa sempre e solo la testa. Se “il o i metodi” servono ad “educare e preparare” la mente ben vengano. Ma se diventano strumenti di “coercizione psicologica” allora parliamo di altre cose. Sto parlando in generale ovviamente senza alcuna specifica allusione.
Sarà un caso che l’approccio fanatico in generale sia quasi sempre caratteristica di menti deboli e mediocri?
E mi trovate pure d’accordo nell’uso del marketing, moderno strumento di comunicazione di massa. Anche se spesso un pò esagerato…!
Ma la testa dovrebbe essere sempre ben piantata sul collo e collegata al resto del corpo. Peccato che a volte non sia così e che la situazione non viene migliorata dall’essere figlio di questa o quella didattica.
Grazie a tutti, scusate lo sproloquio e buon lavoro a Flavio
#9
Matteo Sacher
(giovedì, 01 dicembre 2011 12:58)

Buongiorno a tutti, parlo da semplice e fresco subacqueo. Personalmente condivido il fatto che ognuno debba usare sempre la propria testa, sentendosi libero di pensarla a modo proprio. L’ imporante penso sia proprio essere aperti al dialogo e al confronto perchè per ognuno le parole possono assumere significati diversi. È sott’ acqua però che ritengo sia importante parlare una lingua il più possibile condivisa da tutti, che sia frutto però di un precedente confronto costruttivo in cui discutere in modo razionale sui punti a favore e sfavore di ogni sistema. Se c’ è qualcuno che la pensa diversamente penso sia giusto venirsi incontro e provare assieme con i fatti quale sia l’ approccio migliore. Grazie Flavio per l’ ennesimo utile articolo
#10
Giancarlo Miora
(giovedì, 02 agosto 2012 18:19)

Da poco mi hanno dato la dritta per scaricare gli articoli da questo sito che trovo davvero interessanti questo mi ha particolarmente colpito perchè coincide con il concetto di team che ho appreso dai corsi che ho frequentato e che nel gruppo con cui mi immergo abbiamo fatto nostri. Mi spiace ma non mi trovo d’accordo con quanto scritto da Orante. Il sistema Dir funziona proprio perchè se lo condividi lo prendi in toto com’è e non lo devi discutere o adeguare alle tue esigenze. Proprio nella vostra didattica ogni istruttore insegna il suo modo di fare subacquea e i suoi allievi moltiplicato all’infinito le personalizzazioni. Prorpio nel forum della Fipsas si leggono ancora post in cui qualcuno suggerisce come modificare il posizionamento del manometro perchè nella configurazione hogarthiana è troppo scomodo. Il sistema di team funziona, come scrive correttamente Flavio, proprio perchè è condiviso nel team e non ci si mette a modificare qualcosa perchè ci sembra meglio o più intelligente. Accettare il sistema così com’è non vuol dire che accetti stupidamente e senza riflettere quello che ti propongono altri ma vuol dire sacrificarsi ed allenarsi perchè tutti imparino e facciano le cose allo stesso modo. Questo è lavoro di team sforzarsi tutti per un unico obiettivo non adeguare il sistema ai propri obiettivi.
#11
MarcoDIR
(giovedì, 09 agosto 2012 17:41)

da curioso ex federale sbircio e leggo e non posso che dare ragione a Giancarlo riguardo a ciò che si legge sul forum della FIPSA. Da una parte qualcuno lotta per alcuni concetti del mondo DIR (anche se poi chiamano la configurazione hogarthiana CIA)e dall’altra c’è chi vuole il manuale per l’aria profonda. La Fipsas è una grande agenzia didattica che non potrà mai fare una grande didattica tecnica
#12
orante
(venerdì, 10 agosto 2012 09:56)

non mi risultano che in FIPSAS esistano manuali per l’aria profonda. Attualmente soddisfiamo le necessità addestrative dei subacquei che intendono avvicinarsi alle immersioni tecniche con il corso Nitrox Avanzato e in seconda battuta con il corso Trimix Normossico.
Mi risulta si sia ventilata la possibilità di un percorso didattico per l’aria profonda, progetto attualmente accantonato per vari motivi che non sto qui ad illustrare ma che credo Flavio conosca.
La configurazione CIA prende ovviamente spunto da quella hogartiana ma ci perdonerai, MarcoDIR, il vezzo di chiamarla con un acronimo “italianeggiante” pur MAI avendone negato provenienza e pregi.
Per finire non mi risulta che la FIPSAS sia una “agenzia” semmai la federazione è un organismo, riconosciuto a livello nazionale ed internazionale, che ingloba in se NON solo le peculiarità addestrative e didattiche di tutte le attività subacquee (Apnea e ARA) ma anche gli aspetti più prettamente agonistici (con la esclusione dell’ARA ovviamente). In questi ultimi anni i 2 settori (Apnea e ARA) hanno ricevuto, in FIPSAS, un forte impulso alla crescita e alla innovazione che è passata attraverso l’introduzione dei concetti d’immersone tecnica (per noi molto più recenti rispetto ad altre “agenzie” d’oltreoceano) e attraverso il loro sviluppo, magari un pò meno “mediale” ma cmq a mio avviso molto concreto e serio. Inoltre oggi i nostri apneisti contano sul supporto tecnico e sulla assistenza in acqua dei nostri sommozzatori che sono costantemente addestrati proprio a questo scopo con percorsi mirati non solo alla assistenza ma anche alla verifica.
Pur con una grande storia molti di noi sono consapevoli che non si può vivere di gloria passata e che non “macina più”.
Ecco perchè siamo in continua e costante evoluzione (e non facciamo le “capriole”).

#13
orante
(venerdì, 10 agosto 2012 10:07)

Per rispondere a Giancarlo Miora io sposo IN TOTO i concetti di team se è sinomimo di maggior preparazione e maggiore sicurezza. A questo proposito recentemente un amico ha avuto un problema (abbastanza grave) in acqua che è stato risolto SOLO ed ESCLUSIVAMENTE grazie alla preparazione del team. Credo che nessuna persona con un minimo di cervello possa osteggiare metodi tesi al miglioramento di tutto il Sistema Subacqueo.
L’esperienza però mi ha anche insegnato che la verità non è mai una e univoca. Spesso ci si presenta sotto varie spoglie. Se siamo bravi ne interpretiamo una piccola parte. Molti credonono sia l’unica interpretazione possibile. Forse l’unica compresibile. Ma non per tutti!

#14
Giancarlo
(giovedì, 20 settembre 2012)

@orante hai perfettamente ragione e condivido il tuo pensiero. Non esiste un’unica verità, come non esiste un unico modo di fare una cosa. Potrebbero esserci e probabilmente ci sono dei sistemi che funzionano anche meglio di quello Dir e configurazioni ancora più performanti. Però, come qualcuno ha già scritto da qualche parte in questo forum, cogliendo il problema perfettamente, il sistema DIR è appunto un sistema e funziona perchè tutti quelli che lo amano si sforzano di impararlo allo stesso modo, senza metterci presuntuosi perosalismi. Insomma, o lo sposi e lo prendi in toto per rendere più sicure le tue immersioni in team o lasci perdere e ti immergi con le tue verità. Forse potranno essere anche migliori ma vanno bene solo per te.
#15
MarcoDIR
(domenica, 14 ottobre 2012 09:50)

Grande Giancarlo, non potevi esprimere meglio il concetto anche se chi non ha fatto corsi DIR non può sicuramente capire cosa intendi dire. Chi crede che i sistema DIR sia una configurazione di oggetti per affrontare immersioni avanzate (vedi la moda dei corsi CIA che fanno molti club fipsas)non può assolutamente capire quello che scrivi
#16
Alex
(sabato, 08 dicembre 2012 18:04)

Giancarlo hai spiegato il problema in maniera perfetta, complimenti! Ho comunque un solo grande dubbio: non credo che esistano sistemi migliori di quello DIR! ah ah ah ah

 
Commenti

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