Sito dell'istruttore Flavio Turchet - ASD DIR/hogarthian Divers - Corsi subacquei UTD/DIR/hogarthian - Unified Team Diving - Corsi ricreativi, tecnici, Trimix, Scooter, Cave, Relitti - Sidemount & Backmount - Rebreather - Pordenone, Friuli-Venezia Giulia - Italy

Corsi tecnici DIR, un percorso coerente verso il Tech 1 & 2

Corso Tech 1 - Diving Marco Polo - Rijeka
Corso Tech 1 - gruppo pre immersione
Corso Tech 1 - Preparazione all'immersione
Corso tech1 - Protocollo sagola

Per molti amanti delle immersioni, la subacquea tecnica appartiene ad un mondo a parte capace di evocare solo immagini di persone costrette sotto il peso di imponenti e costose attrezzature. Si è soliti credere che esista una frattura netta ed incolmabile tra l’attività ricreativa e quella tecnica. Nella realtà le cose sono più vicine e compenetranti. Esistono subacquei ricreativi che senza l’utilizzo di tecniche e strumenti idonei si avventurano inconsciamente in immersioni al sopra dei loro limiti, compromettendo la sicurezza mentre dall’altra parte ci sono subacquei tecnici che, pur credendo di avere gli strumenti adatti, hanno invece abilità e conoscenze tipiche del mondo ricreativo. Quindi è facile incontrare subacquei che si avventurano ad aria ben oltre i 40 metri con muta umida e monobombola (anche se collegati a due primi stadi) ed altri che credono ancora che per andare in profondità sia necessario utilizzare ingombranti e voluminosi CA, doppi corrugati, molteplici secondi stadi e occorra indossare quantità incredibili di zavorra. In mezzo a questa frattura si colloca il sistema DIR/hogarthian che parte da presupposto che ogni subacqueo debba conseguire le abilità “essenziali” su cui costruire tutta la propria esperienza. Un sistema educativo “progressivo” che non aggiunge alcuna difficoltà se non sono state superate quelle di grado inferiore. Così prima occorre raggiungere l’assetto ed il trim, con l’aiuto di questi si può cominciare a sviluppare la propulsione corretta. Si possono iniziare a questo punto le abilità di gruppo: SMB, S-drill, V-drill. Si aggiunge poi una bombola decompressiva (Tech 1), una decompressiva ed una bombola stage (Tech 2), due decompressive (Trimix 1) e così via. L’attrezzatura aiuta questa progressività educativa attraverso la “coerenza”. Il backplate e l’imbrago sono sempre gli stessi. I sacchi hanno forme diverse per adattarsi a bombole con volumi differenti ma possiedono la stessa spinta di galleggiamento. Un sacco da 40 lbs ( 18 kg di spinta) è sufficiente per un’immersione tecnica con muta stagna e molteplici bombole decompressive o stage, così come per un’immersione nelle calde acque tropicali con monobombola ed una leggera muta umida. La maturità del sistema DIR/hogarthian si riscontra ancora nella scelta progressiva in termini di efficienza delle miscele respiratorie. Dopo i 30 metri di profondità, gestiti con il Nitrox32, si introduce l’elio (REC 3 Diver), per godere dei sui incredibili benefici in termini di sicurezza e consapevolezza situazionale già dentro i limiti della NDL. Arrivati a questo punto, la dimestichezza che il subacqueo ha acquisito con le attrezzature, le abilità, le procedure, il team, i gas fanno già parte di quel bagaglio culturale che ora può finalmente fregiarsi dell’aggettivo di “olistico”. Cioè ogni parte del sistema ha trovato il giusto spazio dentro un tutto organico ed efficiente, finalizzato a gestire al meglio la subacquea con obblighi decompressivi. La realtà è che un subacqueo preparato in tale modo, per superare quella che la maggior degli altri giudica spesso una soglia importante, non ha bisogno di cambiare alcunché ma solo di mettersi una bombola al fianco e divertirsi ancora di più. Il Tech 1 UTD abilita alle immersioni fino ai 40 metri con l’utilizzo di Helitrox 25/25 e decompressione ad ossigeno. Il Tech 2 UTD estende fino a 48 metri la profondità con l’Helitrox 21/35 ed una bombola decompressiva di Nitrx50. La particolarità di questo corso, che può essere svolto in concomitanza con il Tech 1, è di essere stato costruito per fornire al subacqueo un valido supporto logistico. Molto spesso infatti risulta difficile organizzare un’uscita per un full day per fare due immersioni profonde proprio a causa dei gas da impiegare.. Quindi accanto alla bombola di Nitrox50, durante la prima delle due immersioni della giornata, verrà affiancata una S80 con lo stesso gas di fondo; dopo averla esaurita, si userà il bibombola quasi completamente carico per la seconda immersione. Durante il Tech 1 e 2, viene insegnata ed utilizzata la Ratio Deco 1:1, un strumento di decompressione mnemonica estremamente semplice ed efficace che rappresenta il coronamento dell’organicità del sistema DIR/hogathian.

 

34 commenti tratti dal vecchio sito:

#1
fabio piccin
(giovedì, 21 aprile 2011 19:07)

Nulla da eccepire. ( L’intelligenza del voler rimettersi in ” gioco ” )
#2
Paolo Govetto
(giovedì, 21 aprile 2011)

Prima di scoprire il mondo dir/hogarthian, interessato ad affacciarmi alla subacquea tecnica, ho rivolto la mia attenzione a diverse realtà. Per ognuna di esse, le credenziali necessarie erano costituite da una buona esperienza in termini di numero di immersioni, il possesso di un brevetto abilitante al raggiungimento dei 40 mt. ad aria e l’idoneità all’impiego di miscele con aria arricchita. Tutto ciò era ritenuto sufficiente per indossare bibombola e decompressive. Durante il corso “Essential”, ognuno può sperimentare che occorre ben altro per potersi cimentare nella subacquea tecnica. Per andare profondi, con tutte le garanzie del caso, in termini di preparazione e sicurezza, è invece necessario iniziare il proprio percorso di apprendimento dalle quote usualmente riservate a chi si immerge per la prima volta. E’ da lì che inizia il percorso addittivo che Flavio ha efficacemente illustrato. Pazienza, costanza ed umiltà, sono i veri requisiti per diventare dei subacquei pensanti e consapevoli.
#3
pizzigio
(giovedì, 21 aprile 2011 19:29)

non vedo l’ora di iniziare….
#4
simone g.
(martedì, 03 maggio 2011 17:25)

Sono Tec 45 PADI ma non sono stato molto soddisfatto dal corso che feci l’anno scorso. Noto molte differenze tra la mia configurazione e quella che usate voi ma soprattutto scelte completamente differenti sul’utilizzo delle miscele.Vorrei fare il corso successivo che mi darebbe l’opportunità di andare più profondo ma nutro qualche dubbio sull’impostazione di base. Sarei quasi ntenzionato a fare il Tek 2 di UTD in cui comunque anche se non si va più profondi almeno si usa l’elio. Ha senso secondo te? Grazie
#5
paolo bisceglia
(martedì, 03 maggio 2011 17:42)

Per esperienza diretta prima che al tek 2 penserai al corso essential, la coerenza del sistema chieda fondamenta solide sulle quali sviluppare il percorso didattico. Per quanto riguarda l utilizzo dell elio a 45 mt la domanda da porsi è che senso abbia semmai usare l aria a 45 mt considerati i vantaggi, a parte il costo del gas , dell elio.
#6
Flavio Turchet
(martedì, 03 maggio 2011 18:11)

Ciao Simone, esistono profondissime differenze tra il sistema d’immersione tecnica DIR/hogarthian e quello usato dalla maggior parte delle agenzie didattiche in commercio. La genesi stessa è diametralmente opposta. Negli ultimi anni, tutte le agenzie didattiche ricreative hanno cercato di evolversi per rispondere alla richiesta di profondità, sempre più pressante del mercato subacqueo, senza però aver coltivato un background di esperienza tecnica. Il mondo DIR/hogarthian nasce invece pregno di esperienza derivata dalla subacquea tecnico-speleologica ed ha cercato di accogliere i favori del mondo ricreativo. Così come è molto difficile creare dei subacquei ricreativi secondo i canoni DIR/hogarthian, altrettanto difficile è pretendere di creare una cultura e delle abilità tecniche in subacquei che siano stati plasmati attraverso gli strumenti della didattica ricreativa. Molti subacquei, ricreativi e tecnici, si affossano erroneamente sul concetto della profondità, staccando cartellini corrispondenti a traguardi sempre più profondi lungo la colonna d’acqua, senza porsi il problema più importante: qual è il mio reale grado di confort e confidenza con questo ambiente, la mia attrezzatura ed il team? Come ho ribadito in diverse occasioni, questo sistema d’immersione è olistico, cioè un tutto organico in cui ogni parte non può essere isolata ma lavora in funzione delle altre. Per costruire ciò si procede a piccoli passi, “building blocks”, e nessun mattoncino viene aggiunto se non è consolidato quello precedente. È per questo che non conta quante immersioni uno abbia fatto o quale sia il suo livello di brevetto, open water diver o istruttore. Come ha scritto correttamente Paolo poc’anzi, si ricomincia tutto da capo, dall’Essentials. Mi dispiace aver deluso le tue aspettative ma non c’è altra soluzione ad un approccio serio verso la subacquea tecnica che non passi attraverso questo corso . Un saluto
#7
Paolo Govetto
(martedì, 03 maggio 2011 18:12)

Sono assolutamente d’accordo con Paolo. L’approccio al mondo dir non è finalizzato a raggiungere la profondità in quanto tale, bensì è un entusiasmante percorso che diparte dallo sviluppo di solide abilità di base, a partire dalle quali, a poco a poco, s’innestano degli elementi ulteriori (decompressive, stage, elio, scooter….etc….) che consentono di raggiungere profondità ulteriori. Se vuoi veramente divertirti andando sott’acqua, senza correre inutili rischi, ti consiglio di frequentare un bel corso Essential of Tech.
#8
valerio
(domenica, 15 maggio 2011 16:24)

assolutamente daccordo e speriamo che questo modo di pensare si diffonda facendo sparire definitvamente pratiche ma soprattutto gas sbagliati bravi
#9
robertovazzin
(lunedì, 06 giugno 2011 02:10)

Ciao a tutti,
vi leggo da parecchio tempo e devo dire che quello che scrivete e rappresentate è realmente interessante.
Fino ad ora ho sempre fatto immersioni ad aria anche a profondità considerevoli ma, forse, è giunto il momento di farle con una maggior coscienza.
Mi potete dare qualche ragguaglio sulle modalità dei corsi ?
Devo per forza diventare un sub tecnico o posso continuare col mio brevetto avanzato ma con qualche nozione in più, che magari non sta mai male avere ?
Grazie per lla risposta e scusate il mio linguaggio poco tecnico ma ssono un sub “fai da te” amante della profondità.
Grazie
Roberto
#10
Flavio Turchet
(lunedì, 06 giugno 2011)

Ciao Roberto, è un piacere sentire queste parole da uno dei primi iscritti al mio sito. Se dopo un anno di letture non sono ancora diventato noioso allora vuol dire che sono sulla strada giusta :) Quello che ti consiglio di fare è senz’altro l’Essentials of Technical (o il Correctly). Questo corso spalanca le porte al mondo DIR gettando le basi per un approccio tecnico ma diventa gratificante ed illuminante anche per chi poi non continua l’avventura nella subacquea tecnica. I concetti espressi e le tecniche apprese sono in grado di migliorare notevolmente il modo di immergersi. Ciao
#11
Subnormale
(lunedì, 06 giugno 2011 19:17)

Ciao ragazzi,
complimenti per il bel lavoro che state facendo, tanto di cappello a Flavio e alla sua “banda”. Bhe mi son deciso anch’io a lasciare il mio primo messagio…. e speriamo sia solo il primo ;-)
Non posso che sottoscrivere quanto in precedenza detto riguardo all’apertura mentale che ti può dare questa tipologia di corsi. Aggiungo che oltre al corso è iportatnte anche saper scegliere bene il proprio istruttore. Io che non sono certo bravo come Flavio, invito sempre i miei possibili allievi a giudicare per primi, in acqua e fuori e poi eventualmente a decidere …. son sicuro caro Roberto che se ti fai un tuffo assieme a Flavio, non avrai dubbi.

Ciao
Gianni.
#12
Flavio Turchet
(lunedì, 06 giugno 2011 21:04)

Ciao Gianni, grazie per la fiducia :) Spero proprio di leggere i tuoi interventi in futuro e magari di fare proprio qualche tuffo insieme… da buoni colleghi
PS: in bocca al lupo per il tuo imminente Correctly
#13
Subnormale
(lunedì, 06 giugno 2011 21:30)

per il tuffo, magari … io sono del parere che ci sia sempre molto da scoprire da tutti e le esperienze non fanno che accrescere il nostro bagaglio e dunque … speriamo presto dai. Anche se in verità ti vedo sempre molto impegnato, fortunatamente aggiungo ;-)

Ciao Gianni
#14
Paolo Govetto
(lunedì, 06 giugno 2011 22:08)

Venghino siori, venghino…Onore al merito di Flavio, che, con questo sito e la sua impareggiabile capacità divulgativa, sta facendo un’operazione straordinaria…Quelli che fino a poco tempo fa erano dei segreti trasmessi per via orale, in maniera quasi settaria, finalmente stanno divenendo delle informazioni disponibili per tutti. Ora c’è da sperare che quanti più appassionati, siano capaci di comprendere la portata di questo cambiamento, dapprima informandosi, di seguito facendo questa diversa prospettiva.
#15
Paolo Govetto
(lunedì, 06 giugno 2011 22:12)

facendo propria….(errata corrige)…:o)

#16
robertovazzin
(martedì, 07 giugno 2011 07:45)

grazie per il consiglio…e adesso vedrò cosa fare e come muovermi…anche perchè il mio scopo sarebbe quello di scendere con maggior coscenza, o comunque con una maggior preparazione teorica…ma continuando ad usare l’aria e mai comununque superando il centinaio di metri.
se poi, l’uso di altri gas…mi darà effettivamente dei benefici…beh…perch no ???
Grazie ancora e continuate così.
#17
robertovazzi
(martedì, 07 giugno 2011 18:38)

questa mia voglia scrivervi, dopo tanto leggervi, e stata dettata dall’avervi visto due weekend passsati a Kostrena, pieni di bombole e con i motorini sub.
Mi è venuto da domanddarmi se fosse normale avere quella “impostazione” sul motorino…senza offesa naturalmente !!!
E visto che nella subaqua non si smette mai di imparare avevo allungato l’orecchio e sentivo parlare di “mescole di miscele”….ed ecco che mi è venuta la curiosità di scivervi e magari capire qualche cosa di questo mondo tutto strano.

ancora grazie
Roberto
#18
Paolo Govetto
(martedì, 07 giugno 2011 23:09)

Ciao Roberto. Quello della “banda” (uso il simpatico termine riportato su questo blog) UTD, capeggiata da Flavio, che più frequenta Kostrena sono io. Nn posso nasconderti che più volte mi sono trovato nella situazione di essere avvicinato da subacquei che avrebbe voluto fare delle domande, ma: per pudore, imbarazzo, o timore di scostarsi dal proprio gruppo, hanno desistito. I dir che conosco io sono dei gran simpaticoni, si divertono un mondo in acqua e sono ben contenti di relazionarsi con chiunque. Se per caso durante i fine settimana ti trovi a Kostrena nn esitare a rivolgerti a Dejan e chiedere di Paolo o Romina. Magari ci scappa uno scooterata insieme…:o) Peraltro tieniti sempre informato su questo sito: una vera miniera di preziose informazioni per vivere la subacquea al meglio.
#19
Flavio Turchet
(mercoledì, 08 giugno 2011)

Caro Roberto, avremmo potuto conoscerci di persona a Kostrena; la prossima volta che vedrai i “motorini”, non esitare a venire a provarli. Cmq quella domenica eravamo lì per testare lo Z-diving in acqua salata e muta umida. Chissà forse presto faremo uno Z-diving Demo Day, visto che molti tra cui anche Gianni (alias Subnormale :) ) sarebbero interessati.
#20
roberto vazzin
(mercoledì, 08 giugno 2011 23:32)

grazie Flavio dell’invito…anche se non so cosa sia lo Z-diving.
mi sono informato e mi hanno detto che i motorini si chaimano “Scooter”…scusa per l’ignoranza…ma sono un vecchio affezionato alla subacquea classica, quella ancora con la vecchia aria. Anche se mi son evoluto e almeno d’inverno usa la muta stagna.
la prossima volta che vi trovo, vi fermo e ti chiedo qualche informazione diretta…anche se costrena non è il mio luogo preferito di immersione e, anche se sembra strano ma mi piace il lago…dove almeno mi faccio le mie immersioni profondine tranquillo tranquillo.
ciao
#21
Velda
(giovedì, 09 giugno 2011 19:10)

Z-Diving Demo Day!! zi.. zi.. Flavio organizza dai zi ti prego! Che mi avete attaccato una curiosità acuuuuta! :-) Da l’impressione di essere un tale benessere e libertà in acqua che non si può non provare!
Ciao
Velda alias “Bibinoaddicted”

#22
Alberto
(mercoledì, 15 giugno 2011 09:47)

Ciao a tutti, leggo i post e mi pare sia tutto coerente. Curiosità, entusiasmo ed una sana voglia di approfondire profusa ad ogni rigo, ad ogni parola.
Trovo solo una nota stonata, e parecchio stonata, i post nel nostro “amico” Roberto Vazzin che, pur essendo uno dei primi iscritti (dimostrando quindi un certo interesse sia nella subacquea in generale che agli approfondimenti incoraggiati dagli articoli di Flavio) a volte “scivola” recidivo su tematiche che pensavo, almeno per gli appartenenti a questa mailing list, fossero non chiare, ma di più. L’aria profonda. E qui mi fermo, non volendo sostituirmi a chi, meglio di me, ha già trattato l’argomento.
Ma, un dubbio mi viene. Non è che i tuoi post, Roberto, hanno uno scopo velatamente provocatorio? Al di là di “motorini” e “mescole”, forse dovresti stabilire prima dove si trovi l’inizio del tuo nuovo percorso subacqueo. Magari nel tuo caso, la curiosità non basta.
Alberto

#23
Roberto Vazzin
(mercoledì, 15 giugno 2011 14:01)

Ciao Alberto,
i miei post non vogliono essere per nulla provocatori, anche perchè, penso che ognuno possa andare in acqua come voglia e fino a quando (almeno in Italia, ma non ovunque) non ci sarà una legge che obblighi ad avere un brevetto sub per poter fare immersioni…viva la libertà di respirare ciò che ognuno vuole.
Se poi, vogliamo parlare di differenza tra “scooter” e “motorini” o tra “miscele” e “mescole”…sono a disposizione.
Il mio percorso sub, nasce moooolti anni fa…e nonostante non sia rimasto legato al “sacchetto di plastica” per fare le risalite…sono rimasto legato all”aria.
Non vedo nulla di trascendentale andare in acqua usando l’aria…si è sempre fatto e sempre si farà…e pur continuando ad essere un fiero sostenitore dell’aria profonda…non vedo il perchè non dovrei essere comunque interessato o curioso nel provare altri modi, configurazioni o sistemi di scendere.
La mia non vuole essere ne polemica, ne provocazione…ma solo pura passione per l’acqua…se poi qui si vuol far credere che esiste UN SOLO MODO DI ANDARE IN ACQUA (ma non mi sembrava che fosse questo il senso dell’amore e della convizione e preparazione che Flavio ci mette)…ALLORA ALZO LE MANI !!!!
Ciao Roberto
Ciao a tutti
#24
Flavio Turchet
(domenica, 19 giugno 2011 18:50)

Caro Roberto, l’intento di questo sito è sempre stato quello informativo. Ho voluto che costituisse uno strumento di conoscenza di un sistema d’immersione e d’addestramento molto diverso da quelli maggiormente diffusi e, proprio per questo, spesso boicottato. Non ho voluto quindi sottolineare le differenze per evitare le polemiche quanto piuttosto motivare al meglio il perché delle scelte che stanno alla base di questo sistema olistico. Il sistema educativo DIR/hogarthian è a cascata. Si è evoluto ai più alti livelli della subacquea di esplorazione, testando sul campo attrezzature, gas, strategie decompressive, procedure di squadra per poi convogliare questo enorme bagaglio di informazioni verso la subacquea ricreativa per migliorarla. Poiché stiamo parlando di un approccio olistico, i miglioramenti non sono solo indirizzati all’attrezzatura, alle tecniche d’assetto, trim, posizione, propulsione, insomma a tutto ciò che ci fa stare meglio in acqua come aspetto esteriore (che è poi quello di cui si è parlato in questo anno di attività del sito) ma soprattutto sono indirizzati a ciò che non si vede. Sto parlando dell’approccio di team, delle strategie Ratio Deco ma soprattutto dei gas che sono abbinati a questo sistemi decompressivo. Per funzionare al meglio i gas devono avere le migliori caratteristiche possibili per essere respirati sott’acqua. L’aria è la miglior miscela respiratoria che possiamo in superficie ma queste sue caratteristiche positive peggiorano non appena mettiamo la testa sott’acqua e si riducono drasticamente quando ldopo i 30 metri cominciamo a perdere la nostra capacità di interazione con l’ambiente, l’attrezzatura ed il team. Nel sistema DIR/hogarthian, l’aria esiste solo entro la fascia 0-18metri. Dopoi 18 m esiste una serie di gas, Nitrox, Helitrox e Trimix, finalizzati a mantenere le pressioni parziali di azoto ed ossigeno entro parametri prestabiliti. L’obiettivo è godere al massimo delle nostre immersioni ma soprattutto ricordarle in ogni loro singolo istante in assoluta sicurezza. È chiaro che per molti subacquei l’aria sia la scelta più semplice ed economica ma non certamente quella più sicura e nemmeno quella in grado di rendere le immersioni momenti indimenticabili. Io stesso, dopo anni di immersioni profonde in aria sullo stesso relitto, riuscii a vederlo veramente in tutti i suoi dettagli solo la prima volta che scesi in trimix. Spero che tu possa fare al più presto un’esperienza simile, cambieranno sicuramente molte convinzioni ed imboccherai una strada senza ritorno, fatta di sicurezza e divertimento. Un saluto.
#25
roberto vazzin
(martedì, 21 giugno 2011 21:42)

ciao Flavio,
comprendo il tuo discorso ma, a questo punto, una domanda:
per poter fare immersioni insieme a voi…o si scende come voi (intendo per la configurazione e per i gas) o non si scende con voi.
Probabilmente all’interno del tuo team (e te lo auguro) avrai tutta gente super esperta con migliaia e migliaia di immersioni, perchè ti assicuro (per esperienza personale)che mi sono spesso imbattuto in profondità (non negli abissi ma a quote normali intorno ai 70 / 80 metri) con gente che seppur respirava la miglior miscela possibile per quella profondità non sapeva molto quello che stava facendo e “orrore” sono dovuti ricorrere al mio misero aiuto, e seppur respirando aria sono stato in grado di dare una mano.
Sicuramente le miscele aiutano e danno una mano…ma io non sarei così assolutistico sullo scartare a priori l’aria profonda.
un saluto e sempre senza polemica ma per il gusto di parlare d’acqua.
Roberto
#26
fabio piccin
(mercoledì, 29 giugno 2011 16:23)

ciao Roberto
che dire, mi sembra un tantina “ spinta “questo tuo ultimo commento, non ti pare.
Non è che per caso “ pensi “ d’averli aiutati ed invece era l’effetto della narcosi ?
Dai scherzo…Sono convinto della tua buona fede ( sull’utilizzo dell’aria profonda ) ma è più facile avvenga il contrario di quanto ti sia capitato, visti gli sguardi “ svaniti “ , di coloro che incontriamo a certe profondità i quali utilizzano l’aria….
Perchè non fai una bella cosa, unisciti a noi per qualche tuffo in compagnia così possiamo parlarne e scambiarci alcune riflessioni…chiunque è sempre il benvenuto..tanto sai dove trovarci…ok ?
Un abbraccio
#27
Andreino
(mercoledì, 29 giugno 2011 20:46)

Ciao Roberto e ciao Flavio. Le vostre discussioni sono entusiasmanti e non ho potuto evitare una mia intromissione. Per cominciare vorrei dire che usare l’aria in profondità, soprattutto a 70/80 mt (che non sono profondità “normali” come dice Roberto) è pericoloso e nessuno dotato di buon senso può dire che non è così… Parlando invece di team e di esperienza di coloro che lo compongono posso dire che queste didattiche FINALMENTE hanno messo un po’ di regole alla subacquea e la prima di queste regole è che chi va in acqua a fare immersioni (soprattutto se profonde) sia a priori un subacqueo esperto o comunque una persona in grado di gestire pienamente se stesso e il team del quale fa parte. Con questo voglio dire che UTD o GUE o chiunque usi la filosofia DIR non parte con l’idea che prima bisogna andare a 80 metri e poi un giorno si acquisirà la piena padronanza di se stessi, UTD ecc partono con il concetto che se sei in grado di…. Allora potrai andare a 80 metri .. Questo è fondamentale e purtroppo non applicato da tutti coloro che vendono subacquea.. Se tu, Roberto, hai trovato dei subacquei ingestiti a 80 metri stai sicuro che quelli non erano dei subacquei che hanno fatto un percorso serio… Ti invito anche io a fare un tuffo con noi così capisci di cosa parliamo, questo sistema è talemente perfetto che ti da una sicurezza stupenda … Ciao ciao
#28
roberto vazzin
(sabato, 02 luglio 2011 23:28)

ciao Fabio,
grazie del tuo invito…ma sei proprio tanto sicuro che respirando miscele a certe profondità TUTTI siano in grado di gestire la cosa ???
Sicuramente TU ne saprai più di me…ma ti posso dire dal mio piccolo numero di immersioni (circa 10.000 )e tutte fatte in aria (quelle con altre miscele sono molto poche…circa 2.000) che anche in aria si possono fare molte cose e tutte in tranquillità.
…vorrei ed avrei tanta voglia di unirmi a voi…e chissà…che potreste anche imparare qualche cosa !!!!

un abbraccio…anche se ti conosco solo via web.

roberto vazzin
#29
Paolo Govetto
(sabato, 30 luglio 2011 15:08)

Senza scendere in inutili polemiche con l’ottimo Roberto che ha il merito di seguire e sollecitare questo topic, direi che i numeri non tornano. Caro Roberto, per totalizzare 10.000 immersioni dovresti aver effettuato almeno un’immersione al giorno negli ultimi 28 anni: più o meno. Potrebbe amche essere…a questo punto la mia sarebbe una sfacciata invidia per la fortuna che ti ha riservato la vita….o)
#30
roberto vazzin
(domenica, 04 settembre 2011 20:56)

si..hai ragione..le immersioni saranno sulle 8000.
alle maldive si “girava” sulle 4 al giorno…un centinaio al mese…e per 6 mesi…fa 600.
in mar rosso (ai bei tempi)…3 al giorno…quindi circa 800 all’anno…per 8 anni = 6400…poi tralasciamo i vari periodi alle filippine, indonesia e quelle fatte in Italia…beh…penso che siamo sopra alle 8000 immersioni (ci ho messo dentreo anche le varie immersioni di corso).

…e comunque…in sto topic…senza di me…non avevate nulla da parlare o da sparlare.
…eppure il buon flavio…che come assetto “non è proprio malvagio”…si dovrebbe ricordare di me….visto che (pur con un gav normale e chili messi a caso)…riuscivo ad andare all’indietro…mantenendo assetto e quota.

…e viva la el po bon !!!!

un abbraccio a tutti e tutte le subbe del gruppo de pordenon.
#31
Roberto Vazzin
(venerdì, 09 settembre 2011 13:45)

…eppure…a suo tempo…quando mi annunciasti l’apertura di questo sito…te lo promisi…che a tempo debito…al di fuori di ogni sopspetto….avrei “aizzato” le folle dei folli.

un abbraccio dal tuo amico.

…ebbene si…sono in …. al modo ma trovo sempre il tempo per gli amici.

ciao
#32
Flavio Turchet
(venerdì, 09 settembre 2011 15:23)

Ciao Roberto, non riesco proprio a ricordare chi tu possa essere, però di persone che riuscivano a fare la pinneggiata all’indietro con il GAV c’era solo uno sfigato che gestiva un diving in Mar Rosso… ma ora so che è in esilio….. ah ah ah
#33
fabio piccin
(venerdì, 09 settembre 2011 20:53)

Naaaaa non mi dire che …….. Naaaaa non può essere Miki ;DDDDDDDDd
#34
Roberto
(lunedì, 12 settembre 2011 10:08)

certo che…voi due insieme…fate proprio una bella coppia.

…pensa che io mi ricordo…di tre sfigati…che in mar rosso…tentavano di “lanciare” il pedagno….e qualche d’un….el se ingropava tutto.

un abbraccio e se sentimo presto.

 
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