mar
29
nov
2011
L'approccio di team: il fulcro del sistema DIR
No Mask Skill - Tech1 (Croazia)
L’articolo, scaricabile dall’area download, focalizza sulle differenze sostanziali che questo termine acquisisce all’interno del sistema DIR/hogathian. Nella subacquea tradizionale manca un analogo approccio all’immersione che consideri allo stesso modo l’unità e la complementarietà dei singoli membri. Fin dalle abilità di base, tutto l’addestramento è incentrato sulla condivisione di ogni singolo aspetto dell’immersione. L’attrezzatura e semplice ed identica per ogni subacqueo. Ogni personalizzazione viene scoraggiata proprio per agevolare la capacità di ognuno di famigliarizzare con ogni singola parte. Gli esercizi prevedono lo sviluppo di quella che chiamiamo “memoria muscolare”, cioè la capacità di utilizzare l’attrezzatura, soprattutto nelle caotiche fasi di un’emergenza, in modo reattivo. Per i membri del team non deve essere difficile individuare le parti dell’attrezzatura del compagno o chiedersi dove egli possa aver stoccato dispositivi utili all’immersione. Le abilità critiche sono condivise poiché l’addestramento di team prevede che ogni problema abbia una soluzione che coinvolga tutti nella sua gestione ed ognuno abbia un suo ruolo specifico. Concetti quali intercambiabilità, interdipendenza, procedure, ruoli, pianificazione, comunicazione, preparazione fisica acquisiscono all’interno del sistema DIR/hogarthian un significato “olistico”, sconosciuto alla subacquea tradizionale ricreativa e, talvolta purtroppo, anche tecnica.
Commenti: 9
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#1
come al solito i tuoi articoli descrivono efficacemente la nostra filosofia, facendo capire l'importanza e non il semplice obbligo di perfetta esecuzione.
A presto.
TTak
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#2
Hey, complimenti! Ben esposto ed efficace!
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#3
ora ho finalmente capito di cosa parlavano i miei amici DIR che mi dicevano di superare il concetto di coppia, è un'articolo veramene ben scritto anche se non mi è chiaro cosa intendi con Minimum gas e chi può lasciare in bombola 100 bar ! :-) ciao
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#4
Sono perfettamente d'accordo con le cose che hai scritto. Anche la subacquea ricreativa dovrebbe cominciare a copiare da questo modo di andare in acqua. Qui al lago se ne vedono di tutti i colori alla domenica. Team = più sicurezza e divertimento.
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#5
Maurizio, poiché nel sistema DIR non crediamo nella possibilità di poter risalire in superficie senza seguire un determinato protocollo (anche in NDL) il Mnimum Gas rappresenta la quantità minima di gas che serve a due subacquei per una corretta risalita che rispetti gli obblighi decompressivi creati dal piano d'immersione. Non è quindi una quantità arbitraria ma varia di volta in volta. Non sono i 50BAR comunemente utilizzati da quasi tutte le agenzie didattiche ma possono essere di più o di meno, dipende dalla bombola e dall'immersione. Colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che hanno espresso il proprio apprezzamento per l'articolo. Un saluto a tutti
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#6
Premesso che sono uno che apprezza, condivide, e mette in pratica il gioco di squadra.....perché appunto non cominciamo a chiamarla "squadra" e finalmente limitare l'abuso dei termini anglosassoni? La scusa che le teorie di immersione provengono dalla didattica a stelle strisce non regge.....impariamo ad usare l'italiano, almeno tra italiani!
Memento Audere Semper -
#7
Complimenti per l'esposizione, davvero un bell'articolo che bene illustra il concetto di team, concordo e condivido tutta la linea.
Non sono d'accordo invece con l'ultimo commento "pizziglio" nell'articolo e' ben spiegato il termine team e il perche' le traduzioni ne "sminiuscono" i significati.
Per quanto riguarda la provenienza USA delle teorie, non mi pare di aver mai sentito vanterie da parte dei "fondatori" del sistema DIR/H. Di aver inventato..... L'acqua calda gia esisteva, loro hanno solo costruito uno scaldabagno molto piu efficiente. Personalmente non vedo motivi contro l'uso dei termini anglosassoni, o vogliamo tornare ai tempi del tutto x forza tradotto vedi " Luigi Braccioforte" ciao, attendo nuovi articoli ;) -
#8
buongiorno a tutti, mi intrometto solo per presentarmi e porgere un saluto al titolare di questo blog, oltre ai dovuti complimenti.
Sono istruttore FIPSAS da qualche anno, ricreativo e tecnico. Amo la subacquea come tutti voi e cerco sempre di osservare per capire.
Ritengo che la filosofia DIR, passatemi l'espressione, debba necessariamente utilizzare i suoi termini che, fino a prova contraria, sono anglosassoni. E Flavio, da buon laureato in filosofia, credo comprenda di cosa sto parlando.
Gli italiani hanno fatto tanto nella subacquea, militare e ricreativa. recentemente in FIPSAS è stato creato un intero percorso didattico tecnico in pochissimo tempo, nato da un insieme di idee ed esperienze spesso molto diverse tra loro. Percorso che ha necessariamente preso spunto anche dalla filosofia DIR.
Da istruttore FIPSAS lo applico e lo insegno, ma non disdegno assolutamente di imparare quanto le esperienze degli altri possono offrirmi. E se il rapporto di coppia viene chiamato "lavoro in team" non me ne faccio un cruccio.
Penso al manuale federale, quello vecchio per capirci, e penso a quei disegni e a quelle terminologie utilizzate che sono state ben riprese da Geraci ultimamente e che vi invito a leggere (o rileggere).
Il nodo cruciale, a mio avviso, è sempre e solo l'approccio personale alla "filosofia". A mio avviso esistono 3 modi per interagire con una idea:
1)approccio fanatico, tutto quello che mi viene detto lo perseguo senza capirne bene i motivi e mi scaglio contro tutti coloro che tentino di smontarne i principi.
2) approccio apatico: qualunque cosa mi viene detta o suggerita mi scivola addosso come acqua piovana su una cerata. Tanto io perseguo quello che ritengo più giusto per me perchè sono il più ganzo!
3) approccio misurato: analizzo obiettivamente le cose suggerite e cerco d'inserirle nel mio quotidiano sperimentandone l'efficacia. Magari trovando ulteriori motivazioni.
Perdonatemi ma la differenza in acqua la fa sempre e solo la testa. Se "il o i metodi" servono ad "educare e preparare" la mente ben vengano. Ma se diventano strumenti di "coercizione psicologica" allora parliamo di altre cose. Sto parlando in generale ovviamente senza alcuna specifica allusione.
Sarà un caso che l'approccio fanatico in generale sia quasi sempre caratteristica di menti deboli e mediocri?
E mi trovate pure d'accordo nell'uso del marketing, moderno strumento di comunicazione di massa. Anche se spesso un pò esagerato...!
Ma la testa dovrebbe essere sempre ben piantata sul collo e collegata al resto del corpo. Peccato che a volte non sia così e che la situazione non viene migliorata dall'essere figlio di questa o quella didattica.
Grazie a tutti, scusate lo sproloquio e buon lavoro a Flavio -
#9
Buongiorno a tutti, parlo da semplice e fresco subacqueo. Personalmente condivido il fatto che ognuno debba usare sempre la propria testa, sentendosi libero di pensarla a modo proprio. L' imporante penso sia proprio essere aperti al dialogo e al confronto perchè per ognuno le parole possono assumere significati diversi. È sott' acqua però che ritengo sia importante parlare una lingua il più possibile condivisa da tutti, che sia frutto però di un precedente confronto costruttivo in cui discutere in modo razionale sui punti a favore e sfavore di ogni sistema. Se c' è qualcuno che la pensa diversamente penso sia giusto venirsi incontro e provare assieme con i fatti quale sia l' approccio migliore. Grazie Flavio per l' ennesimo utile articolo

... another way of diving
